Category Archives: Chimica delle sostanze organiche naturali

PSE Meeting 2026 a Caserta

Dal 15 al 18 settembre 2026, Caserta ha ospitato il PSE Annual Meeting 2026, il congresso annuale della Phytochemical Society of Europe, una delle principali società scientifiche internazionali dedicate allo studio delle sostanze naturali.

L’edizione 2026, dal titolo Phytochemistry for a Sustainable Future: Bridging Nature, Innovation, and Health, è stata organizzata dall’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, con i Proff. Monica Scognamiglio e Antonio Fiorentino come Chairs del congresso e il coinvolgimento di un Comitato Organizzatore composto da docenti e ricercatori del DiSTABiF.

All’organizzazione scientifica ha contribuito inoltre un Comitato Scientifico internazionale, costituito da ricercatori provenienti da numerose università e istituzioni europee. Fondamentale è stato anche il contributo dello staff tecnico e degli studenti, dottorandi e giovani ricercatori del Dipartimento, coinvolti nelle diverse fasi dell’organizzazione e, durante il congresso, nella gestione delle sessioni scientifiche e delle numerose attività previste dal programma.

Per quattro giorni, ricercatori provenienti da diversi Paesi si sono incontrati a Caserta per discutere alcuni dei temi più attuali della ricerca nel campo della fitochimica e delle sostanze naturali.

Il programma scientifico ha spaziato dalla scoperta, isolamento e sintesi di prodotti naturali allo studio del metabolismo, dalla chemical ecology e dalle interazioni tra piante alle applicazioni delle sostanze naturali nella drug discovery e nella salute umana, fino a nutraceutici, functional foods, sistemi avanzati di formulazione e nuove strategie basate sull’intelligenza artificiale.

Accanto alle invited lectures e alle comunicazioni orali, una parte importante del congresso è stata dedicata alle presentazioni poster e ai giovani ricercatori. Alcuni dei poster, selezionati attraverso una votazione durante il congresso, sono stati inoltre presentati come brevi Flash Oral Presentations.

Il programma è stato preceduto, nella mattina del 15 settembre, da un workshop dedicato alla Centrifugal Partition Chromatography (CPC), una tecnica di separazione particolarmente interessante per l’isolamento e la purificazione delle sostanze naturali.

Ma cosa c’entra tutto questo con la Chimica Organica?

Molto più di quanto possa sembrare.

La chimica delle sostanze naturali è, prima di tutto, Chimica Organica.

Le piante e gli altri organismi viventi producono un’enorme varietà di molecole organiche: terpeni, alcaloidi, flavonoidi, saponine, polifenoli e moltissime altre classi di composti.

Isolare queste molecole, determinarne la struttura, comprenderne la stereochimica e la reattività significa applicare proprio i principi fondamentali della Chimica Organica.

I gruppi funzionali, la stereochimica, le relazioni tra struttura e proprietà e i meccanismi di reazione che si incontrano durante un corso universitario diventano così gli strumenti necessari per affrontare molecole reali, spesso estremamente complesse.

Ma studiare una sostanza naturale significa anche andare oltre la sua struttura.

Perché un organismo produce quella particolare molecola? Quale funzione svolge?

Molti metaboliti specializzati sono coinvolti nella difesa da erbivori e patogeni, nell’attrazione degli impollinatori, nella comunicazione tra organismi o nelle risposte alle condizioni ambientali. Altri mostrano proprietà biologiche che possono renderli interessanti come punto di partenza per applicazioni farmaceutiche, alimentari, cosmetiche o biotecnologiche.

La fitochimica moderna nasce quindi dall’incontro tra discipline diverse, ma conserva al centro una domanda profondamente chimica: come possiamo comprendere una molecola a partire dalla sua struttura?

PSE 2026 in breve

PSE 2026 è stato soprattutto un’occasione per riunire a Caserta una comunità scientifica internazionale e mettere in contatto esperienze, approcci e generazioni diverse di ricercatori. Per il DiSTABiF è stata anche l’opportunità di accogliere questa comunità nei propri spazi e di coinvolgere direttamente giovani ricercatori e studenti nella vita di un congresso scientifico internazionale.

Il congresso si è concluso il 18 settembre, ma il suo racconto continua online: sul sito ufficiale sono disponibili il programma, il Book of Abstracts, le informazioni sulle diverse iniziative e gli aggiornamenti legati all’evento. Un’occasione anche per chi non ha partecipato per dare uno sguardo più da vicino alla ricerca contemporanea nel campo della fitochimica e delle sostanze naturali.

Per approfondire: PSE Annual Meeting 2026 – sito ufficiale

Lo sapevi che… le foglie della digitale contengono composti così potenti che possono regolare il battito del cuore o fermarlo se usati male?

Digitossina: dal veleno vegetale a farmaco per il cuore

La digitale purpurea (Digitalis purpurea), famosa per la sua bellezza ma anche pericolosa, contiene la digitossina, un potente glicoside cardiaco. Questa sostanza è talmente tossica che, in studi su animali da laboratorio, la dose letale è stata stimata intorno a 0,1 mg/kg di peso corporeo. Un dosaggio appena superiore a quello terapeutico può provocare aritmie fatali.

Eppure, proprio dallo studio di questo veleno vegetale è nato un farmaco che, dosato correttamente, ha salvato e continua a salvare vite nel trattamento dell’insufficienza cardiaca. La digitossina mostra come la linea tra veleno e medicina sia sottile e come le sostanze naturali possano trasformarsi in strumenti terapeutici fondamentali.

Lo sapevi che… dal papavero nasce un potente analgesico che trasforma il dolore in sollievo?

Morfina: dall’oppio al primo potente analgesico moderno

All’inizio del XIX secolo, Friedrich Sertürner isolò dalla resina di oppio della pianta di papavero (Papaver somniferum) un alcaloide dalle straordinarie proprietà antidolorifiche: la morfina. Fu il primo principio attivo naturale isolato in forma pura e segnò l’inizio della farmacologia moderna.

Utilizzata ancora oggi per il trattamento del dolore severo, la morfina è un esempio emblematico di come le sostanze naturali abbiano aperto nuove frontiere nella medicina, trasformando un rimedio tradizionale in uno strumento terapeutico essenziale.

Lo sapevi che… il primo farmaco antiipertensivo ACE-inibitore è stato sviluppato ispirandosi ad un peptide contenuto nel veleno di un serpente?

Captopril: dal veleno di serpente a farmaco salvavita

Negli anni ’70, i ricercatori studiarono il veleno di un serpente sudamericano, il Bothrops jararaca, scoprendo peptidi capaci di abbassare la pressione sanguigna. Da quella ricerca nacque il captopril, il primo inibitore dell’enzima di conversione dell’angiotensina (ACE), oggi fondamentale nel trattamento dell’ipertensione e dello scompenso cardiaco.

La storia del captopril dimostra come l’osservazione del mondo naturale, anche di creature temute come i serpenti, possa condurre a scoperte che salvano milioni di vite.

Lo sapevi che… un fungo dimenticato su una piastra di Petri ha portato alla scoperta della penicillina?

Penicillina: una muffa che ha cambiato la medicina

Negli anni ’20, Alexander Fleming osservò che una muffa, Penicillium notatum, inibiva la crescita dei batteri. Da quell’intuizione nacque la penicillina, che, pur non essendo il primo antibiotico conosciuto, divenne il più famoso e il più rivoluzionario.

La sua scoperta ha aperto l’era della terapia antibiotica moderna, salvando milioni di vite e dimostrando ancora una volta quanto il mondo naturale possa essere fonte di molecole capaci di trasformare la medicina.

Lo sapevi che… dalla corteccia del  salice bianco è nata l’aspirina?

Aspirina: dal salice bianco alla rivoluzione della medicina

Da secoli le cortecce del salice bianco (Salix alba) erano usate come rimedio naturale contro febbre e dolori. Nell’Ottocento, i chimici isolarono la salicina e ne derivarono l’acido acetilsalicilico: l’aspirina. Questo semplice passaggio dalla tradizione popolare alla chimica moderna ha dato vita a uno dei farmaci più diffusi e rivoluzionari al mondo.

La storia dell’aspirina mostra come la conoscenza delle sostanze naturali possa trasformare un rimedio antico in una pietra miliare della farmacologia e continua a ispirare la ricerca di nuovi principi attivi dalla natura.

Lo sapevi che… il taxolo, usato nella chemioterapia, è stato isolato per la prima volta dalla corteccia del Tasso del Pacifico?

Taxolo: un dono della natura contro il cancro

Scoperto negli anni ’60 nella corteccia del tasso del Pacifico (Taxus brevifolia), il taxolo è diventato uno dei farmaci antitumorali più importanti della medicina moderna. Questa molecola naturale agisce bloccando la divisione delle cellule tumorali, ed è oggi utilizzata per trattare diversi tipi di cancro, tra cui quello al seno e alle ovaie.

La sua storia dimostra come la biodiversità sia una risorsa preziosa per la ricerca: dalla foresta pluviale alla corsia d’ospedale, una sola pianta ha aperto la strada a terapie salvavita e a nuove strategie per la sintesi sostenibile di farmaci.

CdL Scienze Biologiche – CdLM Biologia – ERASMUS

Tutti gli studenti potenzialmente interessati a partecipare al bando Erasmus 2024-2025 possono entrar a far parte della classe Teams, che sarà il canale preferenziale di comunicazione.

Il codice per unirsi al Team è il seguente: m83p16s


Per informazioni e qualsiasi problematica relativa all’ERASMUS è possibile contattare la Prof. Monica Scognamiglio (monica.scognamiglio@unicampania.it)

CdL Scienze Biologiche – CdLM Biologia – Incontro ERASMUS

Giovedì 2 Febbraio 2023 alle 17:00 si terrà su Teams un incontro dedicato a tutti gli studenti dei corsi di Laurea in Scienze Biologiche e in Biologia interessati alla partecipazione al bando Erasmus.

Il codice per unirsi al Team è il seguente: 2fxpbsr


Per informazioni e qualsiasi problematica relativa all’ERASMUS è possibile contattare la Prof. Monica Scognamiglio (monica.scognamiglio@unicampania.it)

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